La Verità e i punti di vista
Questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Forse peccando di presunzione, ritengo che sia di fondamentale importanza nel lavoro di indagine sui misteri che ci circondano. In sé, l'argomento è quasi palese, tuttavia credo sia meglio parlarne.Nel farlo, mi piace iniziare proprio dal famoso quadro di Magritte che vedete ritratto in apertura. Esempio, questo, perfettamente calzante nel discutere di questo argomento. Il cervello istintivamente nel vedere l'oggetto rappresentato nell'immagine (che volutamente non definisco con un termine specifico) o significato, vi associa una combinazione di fonemi del tutto arbitraria (o significante), in questo caso "pipa". E' la relazione tra questi due elementi a determinare il senso generale della frase e, dunque, a permetterci di identificare il generico oggetto iniziale.
Per fare un controesempio, provate solo ad immaginare un mondo in cui gli oggetti gialli e ricurvi tradizionalmente chiamati "banane" siano definiti invece come "mele". Certo all'inizio può apparire tutto molto strano, ma notate come le proprietà intrinseche dell'oggetto siano conservate indipendentemente dal nome che li identifica.
Allo stesso modo, potete trovare traccia di questo ragionamento anche in molti post in cui non ho mancato di rammentarlo: identificare gli "Illuminati" come la storica organizzazione che tutti ben conosciamo è errato. E' necessario invece intraprendere il percorso inverso: identifichiamo prima un'organizzazione su scala mondiale composta da generici elementi, dopo possiamo contrassegnarla con un nome per un'identificazione più sintetica. A questo punto è ovvio come possa essere chiamata in qualsiasi modo, da "Illuminati" appunto a "Topolino" o "Porta a soffietto". E' strano, ma è un'astrazione linguistica necessaria, un po' come l'uso delle costanti letterali in matematica.
Come si relaziona, però, tutto questo discorso con la ricerca della Verità? In che modo entrano in gioco i cosiddetti "punti di vista in tutto questo discorso"? Andiamo con ordine.
Assumiamo come indiscutibile che esista un'unica verità oggettiva (limitandoci alla sfera materiale, per semplicità, è sufficiente l'esistenza fisica e spaziale di un generico oggetto), prendiamo come esempio un cubo, su cui sono rappresentate sei immagini differenti, una su ogni faccia e poniamolo in un punto qualsiasi dello spazio.
Se ora prendiamo un certo numero di osservatori e li poniamo in differenti punti rispetto al cubo, chiedendo loro una sua descrizione, non saremo in grado di ottenerne una descrizione identica, nemmeno per sommi capi.
Un osservatore sarà in grado di vedere una sola faccia del cubo, così come altri, ma nessuno di questi vedrà la stessa immagine. Se anche il cubo fosse uguale, non farebbe alcuna differenza dato che l'oggetto è comunque diverso in un lato rispetto ad un altro (per il solo fatto di esistere ed essere conformato in un determinato modo).
Altri osservatori, dicevo, possono non riuscire ad identificare nemmeno il cubo come tale (è il caso, ad esempio, dell'osservatore estremamente distante). Un osservatore posto all'interno del cubo avrebbe una visione di esso completamente differente e potenzialmente inaccessibile agli osservatori esterni.
Si tratterebbe, comunque dello stesso cubo. Non è così?
Il ragionamento (più filosofico che pratico in realtà) è perfettamente applicabile non solo alla sfera materiale, ma anche a quella più astratta delle idee e dei concetti. Una singola idea è se stessa, nulla più che un concetto. Valutata da differenti persone (i nostri "osservatori") assume connotazioni sia positive che negative, in seguito alla valutazione dei pro e dei contro che comporta.
La Verità (il nostro "cubo") è dunque presente, ma se la vediamo da un solo punto di vista (quello dogmatico della presunzione di conoscenza) rischiamo di non vedere nemmeno un cubo! Come detto in apertura di post, rischiamo di vedere davvero delle scie di condensazione, mentre stiamo guardando delle scie chimiche.
Voglio portare un ultimo esempio: i frequentatori abituali di questo blog, avranno certo letto i racconti di Svali. Ecco, lei aveva un suo punto di vista, all'interno dell'organizzazione. Poteva certo ben vedere le implicazioni a livelli più bassi del suo, ma le sarà certo risultato difficile avere una piena comprensione dei fenomeni di livello più elevato (o vasto, se preferite). Allo stesso modo, noi non possiamo pensare di avere una visione globale del mondo, stiamo solo spiandolo attraverso il buco della chiave. Oltre la porta c'è ben più di quanto possiamo attualmente vedere. La conoscenza è la chiave e senza di essa sarà impossibile aprire questa porta.
Vostro
Capitano Nemo

6 commenti:
bellissimo pezzo. raramente condivido quanto da te scritto...prò oggi sn stato rapito da quello che hai scritto!
Testo molto denso ed acuto.
Ciao!
Sono felice di vedere che queste mie impressioni sono condivise, soprattutto data l'importanza che rivestono (a mio parere, ovviamente). Ciao!
Con l'occasione della discussione sulla verità volevo segnalarvi questo articolo del'ormai noto Greg Szymaski (tradotto):
clicca qui
si parla di gesuiti al di sopra degli illuminati denunciate dal vescovo Bouffard. date un occhiata. Ciao
Ottima segnalazione, grazie!
ma se non è una pipa allora che cos'è ?? :)
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